Studio Commercialista del Dott. Alessandro Coluzzi
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Commercio on-line

ecommerce

Guida al commercio elettronico

Descrizione
Codice ATECO
Il commercio elettronico consiste nello svolgimento di attività commerciali e nell'esecuzione di transazioni per via telematica.
Bisogna innanzitutto definire le differenze esistenti tra Commercio elettronico diretto ed indiretto.
Il Commercio elettronico diretto, riguarda la vendita di beni virtuali o di servizi prestati per il tramite di mezzi elettronici (es. servizio di hosting di un sito web, servizio di "spazio virtuale" o di "negozio online") mentre il Commercio indiretto, consiste nella vendita di beni fisici tramite internet, nelle tradizionali attività di compravendita che si servono di internet esclusivamente come mezzo per offrire i propri prodotti, come una vera e propria vendita per corrispondenza.
Il commercio elettronico diretto e indiretto possono essere rivolti a privati o a imprese (B2C e B2B).
INIZIO ATTIVITA'.
Per avviare un'attività di e-commerce è necessario procedere all'apertura della posizione presso l'ufficio dell'Agenzia Delle Entrate mediante modello AA7/AA9 entro 30 giorni dall'inizio effettivo dell'attività, tramite invio telematico Entratel o mediante Comunicazione Unica.
Il modello AA7/AA9 contiene lo specifico riquadro "ATTIVITA' DI COMMERCIO ELETTRONICO" in cui indicare l'indirizzo del sito Web, il soggetto che fornisce accesso e spazio sulla rete Internet(internet service provider), ed infine è necessaria per i soggetti passivi IVA che intendono porre in essere cessioni e acquisti di beni e di servizi in ambito comunitario, l'iscrizione nell'archivio VIES. 
ADEMPIMENTI COMUNALI
Quando il commercio elettronico è rivolto nei confronti del consumatore finale, esso è assimilato al commercio al dettaglio. In particolare si applicano le disposizioni previste per la "vendita per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di telecomunicazione" ex D.Lgs. n. 114/1998 come modificato ed integrato dal D.Lgs. n. 59/2010.
In base al disposto dell'art. 68 del D.Lgs n. 59/2010 è necessario provvedere prima dell'avvio dell'attività alla presentazione al Comune nell'ambito del quale è stabilita la sede legale, del modello di comunicazione denominato CF6Bis - Commercio Elettronico tramite SCIA-Segnalazione certificata di inizio attività ad efficacia immediata (contenente l'indicazione del settore merceologico scelto e l'attestazione del possesso dei requisiti morali e professionali (istruzioni).
Per effetto dell'art. 68 del decreto, il neo-venditore online non dovrà più attendere i 30 giorni prima dell'avvio dell'attività .
Si consiglia, comunque di contattare il SUAP del Comune di appartenenza al fine di conoscere se siano previsti specifici ed ulteriori requisiti e/o adempimenti rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. n. 114/1998 e dal D.Lgs . n. 59/2010.

DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA DI ATTESTAZIONE DELLA VENDITA

Il commercio elettronico indiretto  è assimilato, ai fini della disciplina IVA al commercio per corrispondenza. Le transazioni telematiche c.d. indirette vengono assimilate alle "vendite a distanza" di beni materiali, in quanto si concludono sempre con la consegna fisica del bene acquistato on line. Internet , infatti costituisce solamente un canale alternativo di vendita. 
I venditori non sono soggetti all'obbligo di emissione della fattura nè all'obbligo di certificazione fiscale, fermo restando la registrazione dei corrispettivi.
Alle cessioni di beni effettuate nell'ambito del commercio elettronico "indiretto" si applicano infatti, le disposizioni che regolano le vendite per corrispondenza e pertanto non sono soggette:
  • nè all'obbligo di emisione della fattura , se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell'operazione(art. 22, comma 1, n. 1 D.P.R. n. 633/72);
  • nè all'obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale (art. 2, D.P.R. n. 696/1996);
Per tali fattispecie non è obbligatoria l'emissione della fattura, a meno che non sia richiesta dal cliente, non oltre il momento di effettuazione dell'operazione  (art.22 comma 1 , n. 1 del D.P.R. n. 633/72).
Se la consegna o spedizione della merce risulta da documento di trasporto (DDT) può essere emessa fattura differita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione. (art. 21 comma 4 del D.P.R. n. 633/72).
Inoltre, le operazioni di e-commerce indiretto, non sono soggette all'obbligo di certificazione fiscale (mediante scontrino o ricevuta) ai sensi dell'art. 2, comma 1 del D.P.R. n. 696/1996.
Tuttavia, sussiste l'obbligo di annotazione delle operazioni nei registri IVA (registro dei corrispettivi e/o registro delle fatture emesse).
Nei rapporti con l'estero, se il cliente è un privato consumatore di altro paese membro UE, trova applicazione una specifica disciplina basata sulla tassazione alternata nel paese di origine o in quello di destinazione a seconda del volume di cessioni effettuate in tale Paese, mentre le stesse operazioni se poste in essere nei confronti di soggetti extracomunitari, beneficiano della non imponibilità IVA.
In particolare occorre distinguere due ipotesi:
  • Vendere beni fisici a privati che risiedono fuori dall'Eurozona
L'operazione è considerata fuori campo IVA ex art. 7-septies, c. 1 lett. i) D.P.R. n. 633/72.
Saranno gli uffici doganali del Paese di ricevimento ad applicare l'eventuale imposta sul Valore Aggiunto ed i possibili dazi doganali al compratore.
  • Vendere beni fisici a privati che risiedono nell'Eurozona
Nel caso in cui l'Azienda italiana venda merci online potrà applicare l'IVA italiana al 22% fino a raggiungere un limite di vendite inferiore a quello stabilito per quello specifico Stato. Superato questo limite il venditore deve applicare, con una specifica opzione da indicare nella Dichiarazione IVA Annuale, l'imposta nel Paese di destinazione dei suoi prodotti .
Questo significa che il venditore deve, nel Paese di destinazione della merce, aprire una Partita Iva, una domiciliazione fiscale, rispettare le norme relative all'IVA, applicarla e pagarla.
  • Vendere beni fisici ad aziende che risiedono fuori dell'Eurozona
La vendita di prodotti fisici ad aziende che risiedono fuori dell'Eurozona è considerata un'esportazione.
Il venditore italiano dovrà emettere la fattura annotarla nel registro delle fatture emesse indicando sulla stessa la dicitura "Operazione non imponibile articolo 8  primo comma , lettera a del D.P.R. n. 633/72.
  • Vendere beni fisici ad aziende che risiedono nell'Eurozona
In tal caso il venditore italiano dovrà emettere la fattura nei confronti del cliente estero, senza applicazione dell'IVA italiana, indicando in fattura il proprio numero identificativo IVA e quello del cliente estero, inserendo la dicitura"Operazione non imponibile articolo 41, comma 1, lettera a) del D.L. 331/1993".
Trasmettere all'Agenzia delle dogane, in via telematica l'elenco delle cessioni intracomunitarie di beni, Mod. INTRA 1 e INTRA-1 bis).
Nel caso di operazioni con clienti di Paesi Black List, inviare in via telematica la relativa comunicazione.

COMMERCIO ELETTRONICO DIRETTO - TERRITORIALITA' IVA DEI SERVIZI ELETTRONICI
Il commercio elettronico diretto consiste nella vendita di prodotti digitali tramite internet: software, musica, immagini, banche dati, e-book, servizi immateriali che possono essere veduti con limitato intervento umano.
Con riguardo al presupposto oggettivo dell'IVA, problematico è risultato l'inquadramento delle operazioni di e-commerce diretto tra le cessioni di beni o le prestazioni di servizi.
Ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, il quesito da porsi è :
Le operazioni on line sono cessioni di beni o prestazioni di servizi?
Ai fini IVA , tali operazioni, siano esse prestazioni di servizi in senso stretto, ovvero fornitura di beni virtuali rappresentano sempre prestazioni di servizi.
 L'art. 7 del Regolamento UE. n. 282/2011 ha fornito una dettagliata definizione dei"servizi prestati tramite mezzi elettronici"(c.d. e-commerce).
Pertanto le operazioni costituenti commercio elettronico diretto ai fini IVA rappresentano  prestazioni di servizi.
(Per una elencazione delle operazioni incluse nel commercio elettronico diretto).
Con riguardo al presupposto territoriale dell'IVA, si è posta la questione dell'identificazione del luogo di imposizione delle operazioni di commercio elettronico. 
Prima dell'entrata in vigore della Direttiva n. 2002/38/CE, ai servizi elettronici si applicava il criterio generale di territorialità collegato al domicilio o alla residenza del prestatore e quindi il principio generale della tassazione dei servizi nel Paese di residenza del prestatore.
Tale criterio tuttavia non garantiva la neutralità fiscale dell'IVA.
In deroga a tale criterio generale, la Direttiva n. 2002/38/CE, ha introdotto il diverso criterio di territorialità collegato al luogo del destinatario finale del servizio,  ossia il Paese in cui questi abbia fissato la sede della propria attività economica, o in mancanza, il domicilio o la residenza (Casi pratici e soluzioni operative).
Le transazioni relative al commercio elettronico diretto non godono dell'esonero dall'obbligo di emissione della fattura previsto dall'art. 22 del D.P.R. n. 633/72.
In particolare occorre distinguere due casi:
  • vendere servizi e beni digitali a privati che risiedono fuori dell'Eurozona
Tale operazione si considera effettuatanel Paese del committente.
Pertanto il venditore,il professionista,il prestatore del servizio dovrà emettere fattura nei confronti del cliente/committente (consumatore finale extraue) senza applicazione dell'imposta indicando in fattura la seguente dicitura"Operazione non soggetta, articolo 7-septies, lett. i) del D.P.R. n. 633/72".
  • vendere servizi e beni digitali a privati che risiedono nell'Eurozona
Dal primo gennaio 2015 tutte le imprese che vendono beni e servizi digitali a privati che risiedono nell'Eurozona dovranno applicare e versare le percentuali vigenti nel Paese comunitario dei loro clienti/consumatori. Da questo punto divista le imprese hanno due opzioni:
  1. identificarsi fiscalmente in ciascun Paese dove prestano tali servizi ai consumatori finali;
  2. oppure attivare in Italia il sistema MOSS (Mini One StopShop) e adempiere agli obblighi di dichiarazione e versamento direttamente in Italia.
In caso di commercio on-line da parte di impresa artigiana non si applicano le disposizioni dell'art. 18 del  D.L.gs. n. 114/1998, non essendo la stessa, tenuta alla presentazione della SCIA.
Tutto ciò a condizione che la vendita dei propri prodotti da parte dei soggetti regolarmente iscritti all'Albo delle imprese artigiane avvenga nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti.

Si veda anche:




47.91.10 - Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet.
52.61.3 - Commercio al dettaglio di prodotti alimentari effettuato via Internet.
52.61.4 - Commercio al dettaglio di prodotti non alimentari effettuato via Internet.